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A Onna tra le macerie dei ricordi PDF Stampa E-mail
Scritto da Cicala Laboriosa   
lunedì 30 novembre 2009

 

onna.jpg

 

 

Sono circa le 4,30 di sabato 28 novembre, tre Senior del Clan di Bolzano: Sonia, Paolo e Luisa partono alla volta dell’Abruzzo con il furgone di Sezione pieno zeppo di scatoloni. La destinazione è Onna uno dei paesini della provincia di L’Aquila maggiormente distrutti dal terremoto del 6 aprile.

Obiettivo del viaggio la consegna di  un nuovo computer e un carico di materiale didattico (matite, quaderni, cartoncini, colori, penne e giochi didattici) alla scuola materna di Onna e alla scuola elementare della Direzione Didattica III di L’Aquila dove ogni giorno vanno i bambini di Onna.

Nei giorni subito dopo il terremoto molte scuole materne di Bolzano e provincia, coordinate dalla nostra Senior Sonia, raccolsero tutto ciò che i bambini adoperano nelle loro attività scolastiche per aiutare i compagni sfortunati della provincia di l’Aquila. Ora, dopo aver trovato per gli alunni una sistemazione in edifici prefabbricati, possiamo consegnare il materiale raccolto.

Arriviamo ad Onna verso mezzogiorno, ci attendono Carlo, Pasqualina e la figlia davanti ad una casetta prefabbricata nel nuovo villaggio perché Onna vecchia non esiste più. Il furgone viene scaricato e tutto portato nella scuola materna: una costruzione molto bella in legno e grandi vetrate, circondata da molto spazio per giocare.

Ci raccontano che qui i volontari del Trentino hanno messo il massimo del loro impegno permettendo agli onnesi di abitare nel nuovo villaggio in un solo mese. I vigili del fuoco di tutta Italia e tanti altri volontari hanno fatto gli interventi più rischiosi in mezzo a ciò che rimane di Onna. Siamo ospiti a pranzo nella casetta di Carlo e Pasqualina. La loro casa è in mezzo alle macerie , lì hanno lasciato per sempre i ricordi più belli della vita a Onna.

Dopo il pranzo Carlo ci porta nel cuore di questa Onna in frantumi. Due vigili del fuoco ci accompagnano e ci fanno indossare il caschetto. Il rischio è ancora alto perché nessun muro rimasto in piedi qui è sicuro. In mezzo alle macerie, lungo i vicoli in parte sgombrati dalle case sgretolate non vediamo solo i segni del terremoto ma ogni sasso racconta una storia, una tragedia.

Carlo racconta senza tregua una storia dopo l’altra, cammina tra i cumuli di macerie ripercorrendo la vita che c’era a Onna. ”Visitare questo luogo è importante per voi perché possiate capire meglio la nostra tragedia” ci dice. Tutti e tre ascoltiamo in silenzio e ci fermiamo di tanto in tanto davanti ad un segno della vita che fu e ci rendiamo conto che quando sei in balia della forza della natura non hai nulla da opporre.

Il paese contava 350 abitanti, ne ha persi 41 ed è distrutto al 90 per cento. Carlo dice che gli onnesi hanno perso gli affetti e le case ma non la dignità ed hanno respinto l’idea di essere “deportati” in altre zone. Così il nuovo villaggio è nato vicino ai loro ricordi sepolti, alle tombe dei loro 41 morti e da qui sperano di ricominciare da zero.

Verso sera arriva l’insegnante elementare Carmela, maestra dei bimbi onnesi e riceve da Sonia il nuovo computer acquistato con denaro offerto dalle scuole altoatesine. Si avvicina a me e dice: ”Pensi che oggi finalmente abbiamo ricevuto la lavagna!”.

Ripartiamo verso casa quando è già buio salutati con affetto da queste persone ospitali pur nelle difficoltà. Ci ripromettiamo di rimanere vicini a questa gente insieme ai nostri amici Senior scout di Bolzano. Non so se ci riusciremo, ma vogliamo provarci. Ringraziamo tutti coloro che ci hanno aiutati a realizzare questo viaggio.

Luisa

(Cicala Laboriosa)

 
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